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Turismo e scuole

 Gli hotel assumono solo austriaci
«I nostri ragazzi non sanno il tedesco»
Venezia e litorale, gli albergatori lanciano l’allarme. Lettera alla Gelmini: «Tornate a insegnarlo a scuola»
 A caccia di tedeschi madrelingua: barman, animatori e bagnini (Archivio)


 

VENEZIA — Hanno dovuto cercarli in Austria: animatori, barman, bagnini. Un’intera stagione estiva alla rincorsa dei giovanissimi extra confine, per coprire i posti e le richieste di campeggi e hotel del litorale jesolano. A Jesolo, Cavallino, San Donà (e non solo) sono pochissimi i ragazzi che conoscono il tedesco. E per una ragione semplice: nelle scuole, anche in quelle linguistiche, gli idiomi studiati sono altri, soprattutto il francese e lo spagnolo. «Sono in molti a segnalarci il problema, quest’estate non ne parliamo— conferma Claudio Tessari, assessore all’Istruzione della Provincia di Venezia—ci chiamavano i proprietari dei camping, degli hotel, per chiedere aiuto. C’è un sacco di lavoro ma ai ragazzi di qui mancano le competenze linguistiche, ci dicevano. Per questo abbiamo deciso di mettere l’inglese come seconda lingua obbligatoria all’Istituto tecnico superiore per il turismo, appena nato. É assurdo, il mercato turistico del litorale da sempre è caratterizzato da questa esigenza, dovrebbero essere le famiglie stesse a chiedere classi di tedesco in più, sapendo che per i loro ragazzi d’estate sarebbe più facile trovare lavoro».

Ma il sistema scolastico sembra non averlo capito. I numeri parlano chiaro. Negli ultimi cinque anni la lingua tedesca è letteralmente sparita da molti istituti della provincia. A partire dalle scuole medie fino ai licei (come nel caso del classico «Franchetti» di Mestre), in alcuni casi addirittura a indirizzo linguistico (come nel caso dello «Stefanini» di Mestre, del «Galilei » di Dolo e del «XXV Aprile» di Portogruaro) e nei professionali ad indirizzo turistico-commerciale. Una tabula rasa, insomma che preoccupa non poco gli addetti ai lavori. «Queste scelte scolastiche sono contro ogni logica economica—dicono gli albergatori del litorale— ai nostri dipendenti chiediamo prima di saper parlare tedesco poi l’inglese». «E’ impensabile non conoscere il tedesco, lavorando in ambito turistico — commenta Giampiero Zanolini, presidente degli albergatori di Caorle — non è solo richiesto sulla costa veneta ma anche nell’ambito tecnico-industriale di tutto il Triveneto. Ci auguriamo che le famiglie capiscano: fate studiare il tedesco ai vostri figli, perché può essere un’opportunità di lavoro». E in questi giorni, a denunciare il fenomeno inviando al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini una petizione (firmata da 830 docenti veneti in poco più di un mese) è stato anche il coordinamento degli insegnanti di lingua tedesca di Mestre e Venezia.

«Sarà la moda o forse il fatto che si pensa che lo spagnolo abbia un apprendimento più semplice, la realtà è che nessuno vuole più parlare il tedesco e visto che le classi di lingua si formano solo su richiesta, se nessuno le chiede spariscono —spiega Lucia Tracanzan, insegnante e attivista del coordinamento —. E’ un paradosso se si pensa che ora, più che mai, questa lingua è un investimento di valore. I dati commerciali ci mostrano che oltre mille aziende a capitale tedesco hanno sede in Italia, che la Germania è partner commerciale e rappresenta oltre il 55% del flusso turistico della nostra penisola». A cambiare, insomma, secondo gli insegnanti, dovrebbe essere prima di tutto la mentalità. «Presidi e docenti, tutti insieme dovremmo spingere per il cambiamento — esorta Maria Teresa de Martin Fabbro, professoressa di tedesco all’Istituto Gramsci di Mestre—e per farlo bisogna cominciare da subito, fin dalle riunioni di presentazione delle scuole. I genitori lo capiranno: se quella è una strada che permette maggiore accesso al lavoro tutti la prenderanno».

Corriere del Veneto, 24.10.2011
Alice D’Este
Mauro Zanutto

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Ottobre 2011 13:42 )

 

Una Guida Turistica "firmata" dalle studentesse dell'ITC Alberti

Domani al "Da Vinci"

SAN DONÀ - Una nuova guida turistica e culturale del territorio, «Il Basso Piave: paesaggio, sapori e tradizioni», è stata realizzata da tre studentesse dell'Itc "Leon Battista Alberti". Sara Padovan, Alessandra Patti e Maria Giovanna Simonetto sono le tre allieve che hanno elaborato il fascicolo, nell'ambito del «Progetto Tekne», finanziato con fondi sociali europei e gestito ...

Incontro con il giornalista e scrittore G.A. Stella

 

Martedì 23 Novembre 2010,

SAN DONÀ - Si terrà oggi, martedì, alle 18, nell'aula magna dell'istituto «Leon Battista Alberti», l'incontro con il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella che parlerà sul tema «Risorgimento ed emigrazione: le due epopee perdute dell'Italia».

L'iniziativa è organizzata dal Forum Città del Piave. Il prossimo incontro è per sabato, alle 9, nella sala conferenze del cent...

Comitato Tecnico Scientifico

SAN DONA' Comitato tecnico dell'istituto Alberti SAN DONA'. Si terrà oggi la riunione istitutiva del «Comitato tecnico scientifico» dell'istituto commerciale Alberti di San Donà che ha l'obiettivo «di proporre iniziative che avvicinino i futuri diplomati alle imprese e all'Università». Il comitato darà anche pareri sui percorsi di studio dei tre indirizzi dell'istituto: Amministrazione e Controll...

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Dicembre 2010 19:39 )

Dagli studenti dell Itc Alberti depliants turistici sul Basso Piave

Dagli studenti dell Itc Alberti depliants turistici sul Basso Piave la Nuova di Venezia — 10 marzo 2010 pagina 29 sezione: PROVINCIA SAN DONA’.

Le brochure turistiche? Le scrivono gli studenti dell’Istituto commerciale Alberti.
L’iniziativa ha interessato i ragazzi che hanno seguito il corso di formazione per assistenti congressuali, avviato nell’autunno scorso.
Leggi tutto...
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Il Codice Meccanografico dell'ITCS "Leon Battista Alberti" necessario per la richiesta delle informazioni è:

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Test Center ECDL

L'accreditamento quale Test Center permette agli allievi dell'Istituto e agli adulti del t...